sabato 26 settembre 2009

Un grave limite di tutte le religioni che si basano sulla metafisica.

Premesso che, come giustamente ha affermato Benedetto XVI a Ratisbona, le sacre scritture vanno interpretate secondo ragione, il cattolicesimo, come tante altre religioni, che si basano sulla metafisica, ha un grave limite. Si ritiene che Dio, o chi per Lui, abbia voluto comunicarci un CODICE ETICO simile ai nostri codici (penale, civile, etc.) con articoli e commi vari (ovvero, per il cattolicesimo, i dieci comandamenti + altri peccati in cui si incorre in scomuniche ed altro). Questo implica una generalizzazione e delle regole ferree e non elastiche, ancor più delle nostre leggi penali in cui vi sono contemplate almeno le "attenuanti". Con questa visione metafisica delle leggi divine, o una cosa è BIANCA oppure è NERA, in quanto si ritiene che una LEGGE DIVINA DEBBA ESSERE NECESSARIAMENTE PERFETTA. Niente di più inumano ed irrazionale. Come, giustamente, disse Umberto Eco a proposito della CITTA' IDEALE di Platone, questa poteva andare bene per gli dei e non per gli uomini, in quanto imperfetti. Nel vangelo stesso, Cristo ha chiarito la questione, quando uno scriba gli chiese qual'era il COMANDAMENTO PIU' GRANDE. Intanto si evince che non tutti i peccati hanno la stessa importanza, ma nella risposta di Cristo "Ama Dio.... e ama il prossimo tuo come te stesso", espicitata meglio, subito dopo, nella parabola del buon samaritano (capire cosa fare per diventare prossimo per gli altri = altruismo verso coloro che ne hanno bisogno), vi è la chiave di volta per risolvere il problema. Infatti, subito dopo, sempre nello stesso vangelo, dice che gli altri comandamenti derivano da questo comandamento più importante (l'altruismo). Amare Dio, inoltre, porta sempre, come conseguenza, ad amare i fratelli più piccoli (vedi il passo del vangelo: "avevo fame e mi avete dato da mangiare, ......). Dovrebbe essere, quindi, lapalissiano, ma purtroppo non lo è ancora per chi si basa sulla metafisica, che ogni regola religiosa si deve interpretare secondo tale "chiave di volta"; ovvero, ogni singola azione deve essere giudicata, nel suo complesso, se è una azione altruistica o egoistica, che porterà bene o male al prossimo. Per fare un esempio concreto, se si fa abortire una bambina di 9 anni violentata dal padre (caso recente brasiliano), i medici che lo fanno non possono incorrere in una scomunica, visto che lo fanno per salvare la vita della bimba, destinata a morire sicuramente nel parto. Lo stesso dicasi, ad esempio, per una separazione (anche in presenza di figli) quando si arriva a "picchiarsi" in continuazione e si crea un clima di grave tensione: è irrazionale pensare che questo sia il volere di Dio. La regola dettata da Cristo sull'indissolubilità del matrimonio va interpretata secondo ragione, per limitare gli abusi egoistici dei più forti (in genere gli uomini ricchi e potenti che ripudiavano le mogli, per sposarne altre più belle e più giovani); ma in ogni interpretazione di una legge religiosa DEVE SEMPRE PREVALERE l'altruismo e il bene degli altri, specialmente dei più deboli e bisognosi, tenendo presente che non si può essere sempre dei santi, ma delle persone normali, soggette a gelosie, ire, disistima, impazienza, odio, e tanti altri difetti, che impediscono, a volte, un'accettabile convivenza. E anche la buona volontà, nella realtà dei fatti, non è sufficiente nemmeno per nascondere ai figli il reale stato di conflitto e di tensione, con conseguenti gravi traumi psichici.

1 commento:

  1. Ciao Riccardo, conosci la religione Bahai? Io la sto studiando da qualche anno, e mi sembra che possa recuperare certe "pecche" della dottrina cattolica...

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